Andrea Mascetti

Fondatore di Terra Insubre, associazione di matrice postnazista, è persona sobria e osservante dell’understatement. Per questo è stato scelto come uomo della Lega nel consigli delle controllate di Banca Intesa a Lugano e Mosca.

Mascetti all’origine della stirpe

Tratto dal capitolo intitolato “Dopo la pausa, la ripartenza” de I demoni di Salvini.

Con l’avvento di Matteo Salvini alla guida del Carroccio, Andrea Mascetti, che ha iniziato la propria carriera a fianco del consigliere regionale leghista Attilio Fontana, acquisisce ruoli in importanti posizioni di potere in campo finanziario. Nel giro di poco viene nominato membro della Commissione di beneficenza della Fondazione Cariplo (che guarda caso finanzia la sua stessa associazione), del cda di Intesa San Paolo Private Bank di Lugano e del cda della controllata di Banca Intesa a Mosca, istituto presieduto da uno dei pochissimi occidentali che si possa ritenere veramente «vicino» a Putin, l’ex collaboratore di Berlusconi Antonio Fallico.

Questo sul piano professionale. Ma è quello ideologico che ci aiuta a capire il significato del suo ruolo. L’associazione da lui fondata, Terra Insubre, nasce con una forte matrice celto-padano-destrorsa, ed è ideologicamente molto vicina a Gilberto Oneto e ai suoi «Quaderni Padani». Come Oneto, anche Mascetti, dal mondo alla destra del Msi, sbarca su quello dell’etno- nazionalismo. Con un forte elemento filogermanico […]

Oneto a parte, Mascetti è anche legato a Gianluca Savoini. Me lo conferma l’ex collega Leonardo Facco: «Si conoscevano bene, anche se Mascetti viveva e lavorava a Varese, quindi non frequentava la redazione con l’assiduità di altri». È Savoini a introdurre Mascetti al pensiero «euroasiatico». Che l’avvocato sposa con convinzione. Meno di sei mesi dopo l’incoronamento di Salvini al vertice della Lega, il 3 giugno 2014, il Festival Insubria Terra d’Europa viene infatti dedicato al «Continente Russia». Da padrone di casa, Mascetti avvia i lavori davanti all’allora sindaco di Varese, Attilio Fontana. Tra i relatori o i moderatori troviamo Gianluca Savoini, Max Ferrari e Marcello Foa.

Particolarmente utile per approfondire il pensiero dell’avvocato varesino è una recente intervista al sito Pangea.news, illustrata da una fotografia di Mascetti accanto a Eduard Limonov, l’ultra- nazionalista russo fondatore del Partito nazional bolscevico.

Nell’intervista, Mascetti spiega il suo rapporto con il potere: “Ho personalmente una tendenza a osservarlo con grande sospetto. Qualcosa nella sua logica e nella sua azione nasconde sempre un tocco segreto e sinistro”.

Non che lo spaventi, anzi: “Il potere, che sia economico o politico, minaccia costantemente il cane, contro il quale usa l’ombra e la paura. Ha qualche problema in più con il lupo che, analogamente al potere, caccia nel buio e del buio non ha paura” […]

Mascetti conclude dicendo che “gli strumenti monetari sono solo una sovrastruttura. Io penso che la nostra decadenza economica dipenda non tanto dal vituperato euro (che certo qualche sperequazione l’ha creata), quanto dal fatto che l’Europa non è più il centro del mondo”.

Insomma grande nostalgia per l’ancien régime e il periodo in cui l’Europa, con i suoi imperi e le sue colonie, era padrona indiscussa del mondo.